Categoria: Ambiente, partecipazione e tutela del territorio
Luogo: Pagnacco, Fontanabona, Modoletto
Tema: Mobilitazione cittadina contro il progetto di impianto a biometano

Il Comitato “No Biometano a Pagnacco” nasce da una forte mobilitazione popolare contro il progetto di realizzazione di un impianto a biometano previsto tra le frazioni di Fontanabona e Modoletto, nel territorio comunale di Pagnacco.

Non si è trattato dell’iniziativa di poche persone, ma di un percorso collettivo che ha coinvolto cittadini, famiglie, tecnici, professionisti, associazioni, agricoltori, realtà del territorio e amministratori locali. Un’intera comunità si è attivata per chiedere attenzione, trasparenza e tutela del proprio paesaggio, della qualità della vita e dell’identità del paese.

La mobilitazione ha portato il tema al centro del confronto pubblico, trasformando una preoccupazione diffusa in un percorso organizzato di partecipazione, informazione e presenza civica.

“Quando un territorio si sente coinvolto nelle scelte che lo riguardano, la partecipazione diventa una responsabilità collettiva.”

Una comunità che ha scelto di partecipare

Il Comitato ha rappresentato uno spazio di confronto aperto, nato per raccogliere dubbi, preoccupazioni, informazioni tecniche e contributi da parte dei cittadini.

Incontri pubblici, assemblee, raccolte firme, interventi sui media, approfondimenti tecnici e dialogo con le istituzioni hanno permesso alla comunità di Pagnacco di far sentire la propria voce in modo ordinato, serio e documentato.

Uno degli elementi più significativi della mobilitazione è stata la raccolta di 5.367 firme in calce a una petizione rivolta al Consiglio Regionale, sottoscritta da cittadini contrari alla realizzazione dell’impianto.

Questo dato racconta meglio di ogni altra cosa la dimensione della partecipazione: non una protesta isolata, ma una presa di posizione ampia, condivisa e radicata nel territorio.

La mobilitazione del Comitato ha posto al centro alcune questioni fondamentali per Pagnacco: la tutela del paesaggio, il rispetto delle frazioni, l’impatto sulla viabilità, la vicinanza alle abitazioni, le possibili ricadute ambientali e la necessità di valutare con attenzione ogni scelta destinata a modificare profondamente il territorio.

Fontanabona, Modoletto e l’area interessata dal progetto non sono state viste soltanto come luoghi su una mappa, ma come parti vive del paese: spazi abitati, attraversati, coltivati e riconosciuti dalla comunità.

Per questo il Comitato ha voluto ribadire un principio semplice: le decisioni che riguardano il futuro di un territorio devono ascoltare chi quel territorio lo vive ogni giorno.

Informazione pubblica e confronto con i cittadini

Uno degli aspetti più importanti del percorso è stato il lavoro di informazione. Il Comitato ha cercato di rendere comprensibili documenti, procedure, criticità e aspetti tecnici, così da permettere ai cittadini di formarsi un’opinione consapevole.

Le assemblee pubbliche e gli incontri sul territorio hanno avuto un ruolo centrale: non solo momenti di protesta, ma occasioni di confronto, approfondimento e partecipazione.

La forza del Comitato è stata proprio questa: trasformare una preoccupazione diffusa in un percorso collettivo, capace di unire competenze tecniche, sensibilità ambientale e voce dei cittadini.

La prima intervista a Friuli in Diretta

La prima intervista a Friuli in Diretta ha rappresentato un momento importante per portare la mobilitazione del Comitato oltre i confini degli incontri pubblici.

Attraverso il racconto televisivo, il Comitato ha potuto spiegare le ragioni della contrarietà al progetto, dare visibilità alle preoccupazioni dei cittadini e richiamare l’attenzione sul valore del territorio di Pagnacco.

Quell’intervento ha contribuito a far conoscere la vicenda a un pubblico più ampio, rafforzando il messaggio principale della mobilitazione: una comunità intera chiedeva di essere ascoltata.

Prima intervista a Friuli in Diretta dedicata alla mobilitazione del Comitato “No Biometano a Pagnacco”.


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